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I bambini e le Emozioni |
“Poiché le Erbe curano le nostre
paure, le nostre ansie, le nostre preoccupazioni, le nostre debolezze e le
nostre mancanze, sono queste che dobbiamo cercare, e allora la malattia, non
importa quale, ci lascerà.” (I dodici guaritori e altri rimedi, Edward Bach)
I bambini piccoli mi hanno sempre preso
il cuore e sono proprio loro gli esseri che più vivono di semplicità e in
semplicità in questo mondo frenetico. Noi adulti facciamo del nostro meglio per
complicare loro la vita e, spesso, ci riusciamo benissimo: il nostro rapporto
con loro è, a volte, difficile perché non riusciamo a identificarci, non siamo
in grado di metterci al loro livello e fatichiamo a ritrovare il nostro bimbo
interiore che ci aiuterebbe a comprendere meglio il loro mondo.
Siamo esseri inconsapevoli troppo presi
da noi stessi e dal mondo che ci circonda e che, spesso, subiamo, così non
comprendiamo i reali bisogni di noi stessi e, di conseguenza, nemmeno quelli
dei nostri figli.
Spesso al mattino, quando le mamme mi
portavano in classe i loro piccoli, nei loro occhi leggevo la non voglia di
rimanere con me, la tristezza di allontanarsi da quell'abbraccio caldo e
sicuro. Ho sempre pensato che i bambini di oggi abbiano tantissima forza e
tantissimo coraggio, doti che, spesso, a noi adulti mancano. Hanno scelto di
vivere in un periodo storico ingarbugliato e frettoloso, ma ci hanno, comunque,
voluto portare il loro sorriso e le loro speranze.
Da parte nostra c'è bisogno di maggiore
ascolto e di impegno per imparare a comprenderli di più.
Abbiamo bisogno di
affinare il nostro sentire e lo possiamo fare solo aprendo il nostro cuore con
fiducia.
Questi passi importanti ci aiutano anche
nel nostro percorso personale di autoguarigione, di maggiore consapevolezza e
di ascolto. Potremo così intuire ciò di cui noi stessi abbiamo bisogno e di
conseguenza ciò di cui hanno bisogno i nostri bambini. Loro ci parlano
continuamente, utilizzano un linguaggio molto personale fatto di lacrime, di
disegni con forme da interpretare, di abbracci lunghissimi, senza fine, di mal
di pancia, di raffreddori, di tosse con notti insonni e di febbre che ci fa
palpitare di preoccupazione.
Sia come mamma che come maestra, mi sono
trovata in ognuna di queste situazioni.. A volte il mio essere mentale faceva
così rumore da non permettermi di mettermi in contatto con il mio sé più
profondo, tanto da non riuscire a sentire che cosa mi suggeriva il mio intuito.
Così, in quei momenti, mi affidavo completamente ai rimedi floreali del dottor
Edward Bach.
Avevo sempre con me il rimedio definito
“soccorritore”, per le situazioni improvvise: il Rescue Remedy.
Una miscela di 5 fiori (Clematis,
Impatiens, Rock
Rose, Cherry Plum e Star
of Bethelhem) che ci aiutano a
ritrovare la calma e
di noi e delle nostre emozioni.
Nei bambini i fiori del
dottor Bach agiscono velocemente, perché aiutano il riequilibrio di quelle
emozioni che arrivano senza preannunciarsi e la- sciano, a volte, senza fiato i
nostri piccoli.
Del resto, essi sono un tutt’uno con le
emozioni.
Il primo settennio, in particolare, è caratterizza- to da una fiducia
incondizionata, da parte del bambino, nel mondo che lo circonda.
È un organo di
senso, incapace di distinguere il bene e il male e di difendersi dagli stimoli
esterni, assorbe come una spugna non solo i gesti, ma anche le emozioni e i
sentimenti degli adulti che si prendono cura di lui ed essi diventeranno parte
del suo essere.
Gli adulti hanno quindi una grande
responsabilità morale nei confronti
dei bambini, perché sono un esempio
costante, apprendono da loro, attraverso l’imitazione, ciò che è meglio fare e
ciò che è meglio non fare.
Il bambino nel primo settennio ha
bisogno di vivere in un mondo buono, ricco di fantasia, immagini e meraviglia.
Il mondo magico e fatato delle favole è il loro mondo, le emozioni che vivono
quotidianamente fanno parte del loro essere, non possono fare altrimenti.
Il dottor Edward Bach è sempre stato,
per me, il medico che avrei voluto e vorrei incontrare.
"Visse a cavallo fra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento. Si laureò in
medicina e, dopo un periodo di pratica ospedaliera, si interessò all’immunologia.
Si racconta di lui che fu da sempre un medico poco portato a praticare la
medicina come i suoi colleghi. Per lui i pazienti erano persone da guardare
ed osservare nel loro insieme e non rappresentavano solo la malattia.
Egli stesso, dopo alcuni anni di lavoro in laboratorio e di scoperte importanti,
si ammalò gravemente, tanto che i colleghi gli pronosticarono solo qualche
mese di vita.
Il dottor Bach decise, nonostante tutto, di continuare il suo lavoro, e i mesi
predetti diventarono anni. Ritrovò la salute, ma decise di allontanarsi dalla
città per vivere una vita più tranquilla in campagna.
Durante le sue lunghe passeggiate riconobbe nella natura i dodici fiori che
diventeranno poi i dodici guaritori, ai quali, negli anni si aggiungeranno anche
gli altri fino ad arrivare ai 38 che ancora oggi vengono utilizzati.
Io ho usato con successo i rimedi affidateci dal dottor Bach.
La sua visione, la sua speranza, così raccontano i suoi libri, era quella che
ognuno imparasse a comprendere ciò che è meglio per la propria guarigione
scegliendo il rimedio a lui più consono. Lasciò anche le istruzioni su come
produrre da soli un rimedio, così che la scelta fosse completamente libera."
.
Sarebbe utile che ognuno di noi tenesse
in casa i rimedi in modo da poter scegliere quello che più ci serve in un
particolare momento della nostra vita. Si possono lasciare anche ad “altezza
bambino”, in modo che il bimbo si senta libero di scegliere il suo fiorellino
nel momento in cui ne sente il bisogno.
Ho sempre lasciato questa possibilità
alle mie bimbe, insegnando loro anche a preparare il loro piccolo boccettino. Il
mio compito era prendere nota dei fiori scelti, così, leggendo- ne le
caratteristiche, potevo avvicinarmi al loro mondo in punta di piedi ed aiutarle
a riprendere possesso delle loro emozioni.
Per i bambini più piccoli, 1 - 4 anni,
sto scrivendo una favola “Le 12 fatine dei Fiori”, ispirata ai dodici guaritori.
All’interno del libro ci saranno delle schede vuote dove il bambino, dopo aver
scelto la sua fata personale, potrà disegnarla secondo il suo sentire e
l'adulto, se vorrà, potrà prepararne il rimedio che corrisponde al fiore
scelto.
Dai bambini e dalle mie in particolare, ho imparato e imparò ancora tantissimo. Ciò che porterò sempre con me facendone tesoro, è la loro naturalezza nel vivere ogni emozione nella loro pienezza nel preciso istante di vita in cui si manifesta: il presente.
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