La Cellulite: il Ventre


La Madre di tutto il Creato, la Nutrice, la Terra

La Dea Dana, venerata nell'antichità da popoli saggi che erano a conoscenza di segreti portati a noi dal vento che muove le fronde di Dana, dea del tutto e del niente, della luce e dell'oscurità, portatrice di vita e di morte, di conoscenza e di saggezza.

Le sue forme generose ci dicono quanto il nostro pianeta sia colmo di abbondanza e bellezza per ognuno di noi.

Il nostro compito è crederci e rispettare i suoi doni.

Il suo corpo è portato a noi come il corpo di una donna.

E come donne, anche noi portiamo in grembo la vita, la accogliamo e la nutriamo perchè è la nostra natura.

Il nostro ventre si riempie di vita per 9 mesi e si trasforma. 

Niente sarà mai più come prima: i nostri pensieri, le nostre parole, le nostre emozioni.

Tutto il nostro mondo si plasmerà intorno alla nuova vita che ha deciso di nascere attraverso noi.

Il ventre, simbolo di vita, in alcuni momenti , ci protegge dalle " minacce " esterne, o, almeno quelle che noi percepiamo tali. Così si gonfia come a formare una cintura che ci allontana dal mondo che ci circonda, dalle persone che ci stanno vicine, dalla nostra quotidianità.

Il momento che stiamo vivendo, Ostara, è caratterizzato da una nascita nuova.

Le porte del buio si sono chiuse lasciandoci uscire alla Luce, stiamo uscendo dal profondo di noi stessi per andare incontro a una nuova Vita, nuovi pensieri, nuove abitudini, nuovi noi.

Vivere in modo consapevole il momento di equilibrio della Primavera, ci aiuterà ad affrontare con gioia Beltane, la festa dei Fuochi.

E' il momento di decidersi e fare quei passi che non abbiamo fatto fino ad ora, perchè ancora intorpidite dal freddo dell'Inverno.

La Dea Madre si è risvegliata, seguiamo con fiducia il suo esempio e rifioriamo con Lei.



 

Percorsi

 




  " Nel mezzo del cammin di nostra vita,  Mi ritrovai per una selva oscura, Ché la diritta via era smarrita "

Buona Pasqua


 

Che sia l'inizio della tua Ri-Nascita.

Te lo auguro di cuore.

La Cellulite

 



Spesso mi ritrovo a guardarmi allo specchio. " Non sono male ", mi dico e mi autoconvinco, " per avere cinquant'anni suonati ".

Poi lo sguardo mi cade su zone specifiche, tipo cosce e glutei, che sono ricoperti, ahimè, da piccoli solchi che mi riportano subito alla tanto antipatica parola: cellulite.

So che cos'è, ne ho sempre sofferto e, adesso, con l'età che avanza, si è fatta più difficile da debellare, ma io non demordo.

Allora ho cominciato due settimane fà, un percorso di " autoguarigione ". La mia cellulite, probabilmente, non scomparirà, ma il vederla davvero, mi consente di prendermi cura di me con una consapevolezza diversa.

Mi sono decisa prima di tutto per rispetto e amore verso me stessa, poi per le mie due ragazze adolescenti, una in particolare, che ha ereditato la mia forma fisica.

Voglio essere per lei l'esempio di donna che si prende cura di sè in modo sano e naturale, voglio aiutarla, rimanendo in disparte, ad arrivare ad essere la donna che vuole.

Quindi, ho cominciato dall'alimentazione, fondamentale per sciogliere i grassi, poi una buona cura detossinante, per permettere al mio fegato di riprendere l'energia per fare meglio il suo lavoro, e che adesso non ha, infine ( questo è il mio tallone di Achille) lo sport. Una passeggiata all'aria aperta, magari nei piccoli monti che mi circondano, riattiva la circolazione e porta linfa vitale ai tessuti.

Il mio percorso è iniziato nel migliore dei modi e mi sento già meglio. Ora è importante continuare, perchè la costanza è la mia migliore alleata.

" Una donna dovrebbe essere due cose: chi e cosa vuole ". Coco Chanel

E tu, che cosa hai deciso di fare per la tua cellulite? 

Vuoi continuare a nasconderti? 




La Pelle



 


Ricordo ancora quando tenevo in braccio le mie bimbe dopo il bagnetto e le coccolavo con un delicato massaggio sulla loro pelle ancora umida. Il tocco era lieve e la loro pelle morbidissima come seta.
Ora le mie bimbe sono cresciute, sono nel difficile ed entusiasmante periodo dell'adolescenza. Il loro corpo cambia ogni giorno e, in particolare, in questo periodo dell'anno. 
Oggi festeggiamo Ostara, l'Equinozio di Primavera, momento magico di equilibrio tra luce e buio; la terra rifiorisce a se stessa regalandoci frutti e profumi che ci accompagneranno fino all'autunno.
Così come la natura, anche il nostro corpo rifiorisce permettendoci di dedicarci con maggiore attenzione alle sue esigenze. 
Via i maglioni pesanti, le calze della nonna che ci hanno tenuto compagnia nei mesi più freddi, le sciarpe in cui ci siamo avvolte facendoci compagnia davanti alla fiamma scoppiettante del caminetto e le berrettone di lana che ci hanno coperto le orecchie impedendoci di sentire il vento che ci fischiava accanto e che ci sussurrava:" Nessun vento è favorevole per chi non sa dove andare, ma per noi che sappiamo anche la brezza sarà preziosa”(R.M.Rilke).
La Primavera è arrivata e, con lei, anche i nostri pensieri si fanno più limpidi, solari e ci portano ad immaginare come saremo nel caldo dell'Estate, magari in riva al mare.
Ed ecco che ritorniamo a guardarci, a scrutarci in modo critico, come se fossimo le più brutte del reame e, così, ci nascondiamo, non solo, ai nostri occhi, ma soprattutto a quelli degli altri.
Vedo le mie bimbe-grandi che si comportano come ero io alla loro età, e un pò anche adesso è così.
Le vedo con occhi diversi, con l'età che mi ha permesso e mi permette di essere indulgente e comprensiva, perchè la vita non sempre aiuta ad essere attente in modo consapevole e rispettoso verso noi stesse, ma capisco le loro difficoltà e i loro dubbi.
Allora le aiuto di nuovo e ancora, con massaggi leggeri dopo la doccia, con oli preziosi che lasciano la loro pelle morbida e setosa, come quando erano piccole, ma con una consapevolezza diversa.
Cerco di trasmettere loro l'importanza di occuparsi in modo sano del nostro organo più esteso,  di detergerla in modo delicato e naturale. 
Allo stesso tempo le aiuto a trovare il loro modo di occuparsi anche dell'alimentazione, affinchè il loro corpo cresca sano e forte.
Si, perchè "Il corpo umano è un tempio e come tale va curato e rispettato, sempre" (Ippocrate).



BagnoDoccia al Guaranà

 

Immagine presa da Wikipedia


Il Guaranà è una pianta rampicante sempreverde che nasce sulle sponde dei fiumi nella foresta amazzonica.
Contiene la Guaranina, stessa molecola della caffeina, che le conferisce le proprietà tonificanti e stimolanti.
Dagli Indios dell'Amazzonia era considerato un vero e proprio elisir di lunga vita,  per le sue proprietà di rinforzare l'organismo.
Intorno a questa pianta sono nate molte leggende, una di queste, che ho trovato su wikipedia, e che mi è piaciuta tantissimo, è questa che vi riporto così come l'ho letta.

"... in un tempo molto remoto, Cereaporanga, una ragazza dall'aspetto e dall'animo gentile e protetta dalla dea della bellezza e della vita, incontrò un valoroso guerriero di una tribù nemica e si innamorò di lui. 

Il loro amore avrebbe potuto superare tutto, ma i due innamorati non sarebbero mai riusciti a far cessare l'odio che esisteva da anni tra le due tribù; così decisero di fuggire insieme per essere felici. Durante il tragitto Cereaporanga incontrò un anaconda ferita e, nonostante il pericolo, il suo dolce cuore la spinse ad aiutarla; la curò con tutto il suo affetto, ma non sapeva che questo gesto le sarebbe stato fatale.

A causa di questa «sosta», i guerrieri della sua tribù si avvicinarono sempre più; quindi, accortasi di essere inseguita e certa che il suo uomo sarebbe stato catturato e ucciso, stabilì un patto di amore e di morte; chiese al grosso serpente di stringerli, con tutta la sua forza, nel loro ultimo abbraccio. Gli indios, vedendo i due innamorati nel loro ultimo gesto, si disperarono per la morte della loro protetta. Chiesero subito aiuto alla dea della bellezza e della vita affinché almeno lo spirito della donna non li abbandonasse; così la dea, commossa dal gesto di Cereaporanga, fece nascere dai suoi occhi una pianta i cui frutti sembrano, all'aprirsi, due splendidi occhi neri; proprio come quelli della fanciulla più bella". 

(Fonte: Wikipedia)


19 Marzo: Festa del Papà

 


La festa del Papà cade il 19 Marzo, giorno dedicato a San Giuseppe, marito di Maria e padre di Gesù.

Con la sua presenza costante a fianco di Maria e del loro figlio, è visto come simbolo di umiltà e dedizione.

E' una festa che viene da molto lontano. Sembra che le sue origini risalgano addirittura nel Medioevo, quando fu introdotta nel calendario romano dal Papa Sisto IV intorno al 1479.

Nel 1889 il Papa Leone XIII nominò San Giuseppe patrono dei padri di famiglia e dei lavoratori.

Il fiore simbolo di questa festa è la rosa rossa.

Il dolce tipico è la zeppola di San Giuseppe, la cui ricetta cambia in alcuni ingredienti a seconda della regione in cui ci troviamo.

La festa coincide con la fine dell'Inverno, e per tradizione i contadini bruciano i resti del raccolto nei loro campi.

Di seguito vi lascio la ricetta delle zeppole data e realizzata da Iginio Massari, noto pasticcere di Brescia.

Non mi pare molto semplice da fare, ma, ci si può sempre provare, magari con l'aiuto delle nostre figlie e dei nostri figli.

Buon Lavoro.

Ingredienti

Bignè: 166 g acqua, 3 g sale, 3 g zucchero, 86 g burro, 166 g farina 00, 315 g uova

Crema pasticcera: 200 g latte intero, mezzo baccello di vaniglia, 60 g tuorli, 30 g zucchero, 15 g amido di riso o farina bianca

Glassa: 70 g cioccolato bianco, 100 g latte

Panna montata: 250 g panna, 7 g zucchero semolato

Bignè: scaldiamo l’acqua con il sale, lo zucchero ed il burro a pezzetti. Quando il burro si è sciolto e la miscela bolle, uniamo la farina tutta d’un colpo e mescoliamo energicamente. Continuiamo a cuocere sul fuoco, mescolando, finché il composto sfrigola e si stacca dalle pareti. Trasferiamo il composto in una ciotola, lo allarghiamo e lo facciamo intiepidire. Uniamo un uovo per volta, continuando a mescolare. Possiamo svolgere questa operazione in planetaria, utilizzando lo scudo o foglia. Otterremo un composto della consistenza di una crema pasticcera soda. Trasferiamo nella sacca da pasticcere con bocchetta rigata. Disegniamo degli anelli su una teglia (se usiamo la carta forno, togliamo mezzo uovo: l’impasto dev’essere più sodo) o tappetino in silicone forato e cuociamo in forno caldo e statico a 180° per 25 minuti. Lasciamo raffreddare.

Nel caso le volessimo friggerle, ritagliamo dei quadrati di carta forno e li ungiamo con poco olio. Disegniamo sopra le zeppole e le immergiamo, insieme alla carta, nell’olio caldo e profondo. Lasciamo friggere fino a doratura, eliminando la carta quando si stacca dai bignè.

Crema pasticcera: mettiamo in un pentolino il latte e lo portiamo a bollore insieme ai semi di un baccello di vaniglia e lo stesso baccello svuotato. In una ciotola, mettiamo lo zucchero e l’amido e mescoliamo, in modo da eliminare eventuali grumi. Quando il latte bolle, lo filtriamo e lo uniamo, in due volte, alla miscela di uova e amido (di riso o mais), mescolando ogni volta. Rimettiamo la miscela nella pentola e cuociamo, continuando a mescolare, a fuoco allegro. Quando la crema assume una consistenza setosa (quindi è sotto i 67°), la togliamo dal fuoco e la versiamo immediatamente in un contenitore che Massari consiglia di raffreddare in frigorifero o meglio in freezer; mescoliamo in modo da raffreddare la crema, portandola sotto i 50°. Cospargiamo tutta la superficie con zucchero semolato (attira a sè l’acqua, bagna la superficie e la crema non fa la crosta), oppure copriamo con della pellicola alimentare a contatto, e lasciamo raffreddare in frigorifero per almeno 5 minuti. Prima di utilizzarla, la mescoliamo con una frusta. Se vogliamo una crema più dura, possiamo portare la dose dell’amido fino a tre volte del peso indicato.

Per la glassa: in un pentolino, scaldiamo il latte fino a bollore, quindi uniamo il cioccolato bianco a scaglie e mescoliamo energicamente fino a farlo sciogliere completamente. Frulliamo con il mixer ad immersione per 1 minuto. Passiamo la glassa per 2-3 volte con un colino a maglie strette in modo da eliminare eventuali bolle.

Tagliamo a metà, ‘a panino’, ed eliminiamo parte della ‘mollica interna’. Farciamo con la crema ben fredda e spuntoni di panna montata. Adagiamo sopra l’altra metà della zeppola e la spolveriamo con zucchero a velo. Decoriamo con crema pasticcera al centro e 3 amarene sciroppate. In alternativa, al posto dello zucchero a velo, intingiamo il cappello della zeppola nella glassa bianca e la decoriamo con crema e amarene.

(Ricetta del sito Ricette in tv, se volete, lì c'è anche il video tutorial di Iginio Massari)

Siero Rimodellante



SIERO RIMODELLANTE CORPO

E' un fluido ad azione rassodante e rimodellante con effetto lifting sul zone critiche, ed anche sulle smagliature.

Ingredienti:

ippocastano che favorisce la riattivazione della circolazione sanguigna, svolge un'azione antinfiammatoria nei casi di insufficienza veno-linfatica, trombo-flebiti, emorroidi, cellulite, pesantezza, crampi alle gambe.

 centella : must  per eritemi, psoriasi o cellulite

Combatte il rilassamento dei tessuti e la perdita di tonicità cutanea ''asciugando'' l'accumulo di grassi e liquidi in alcune zone del corpo.

Consigliato anche a persone che hanno avuto gravidanza e perdita di peso

Modalità d'uso: 

Applicare tutte le sere prima di coricarsi, sulle zone in cui si desidera ottenere l'azione rimodellante/rassodante.

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