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Imbolc e Candelora

 La notte tra l'uno e il due di Febbraio, si festeggerà il ritorno alla Luce. Anticamente i popoli celtici festeggiavano Imbolc. Accendevano fuochi per ringraziare la fine del buio e l'inizio del ritorno alla vita.

Pixabay


Era la notte dedicata a Brigit, la divinità del triplice fuoco, delle tradizioni conservate, della guarigione e dell'arte. Gli esseri fatati si radunano ogni anno per celebrare il suo ritorno.

Gli esseri elementari girano per le stanze delle nostre case e benedicono la Luce che sta facendo ritorno. Si muovono in cerchio con in mano una candela bianca accesa, benedicendo tutto ciò che incontrano.

Gli elfi si recano nel bosco a raccogliere doni per la propria casa. Una semplice penna di uccello, un sacchetto colmo di erbe o una pietra, mentre le fate spazzano fuori dall'uscio per mandare via le energie ormai inutili al periodo della Luce.

Astronomicamente ci troviamo proprio a metà strada tra il solstizio d'Inverno e l'equinozio di Primavera. Il viaggio nel profondo della nostra anima sta terminando. Ora dobbiamo prepararci al ritorno alla Luce per vivere pienamente la stagione dell'Estate.

Con la cristianità, Imbolc si è trasformata in Candelora.Un momento molto importante per i nostri contadini che ricominciano a preparare i terreni per le nuove semine. Così come noi possiamo iniziare a seminare nuove idee e nuovi propositi. Poi aspetteremo con pazienza che il Sole aiuti i semi a germogliare.

Prepariamo il nostro corpo al calore dell'Estate. Prepariamo il nostro cuore a portarci dove dobbiamo andare e la nostra mente a seguire le nostre direttive. Ritorniamo fuori di noi con i messaggi che abbiamo colto durante il nostro viaggio interiore nel buio dell'Inverno.

Prepariamo le candele. Si dice che benedirle nella notte magica di Imbolc, le manterrà piene di energia per tutto l'anno a venire. La Luce non è sempre semplice da sopportare, dipende sempre da quanto in fondo a noi stessi siamo andati.






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