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Bimbi in movimento... |
I dodici sensi dell’uomo secondo Rudolf Steiner
Quando mi sono avvicinata all'Antroposofia, la teoria dei 12 sensi mi ha colpita tantissimo.
Negli anni in cui sono stata una maestra della materna, ho potuto notare quanto sia stato importante avere anche solo un'infarinatura riguardo a questi temi.
Il senso del tatto si è mostrato spesso, probabilmente è legato anche al periodo storico che stiamo vivendo.
Per lo meno è stato così. Mi spiego: il senso del tatto, nei bambini piccoli, è strettamente legato alla nascita.
Almeno qualche anno fà, spesso le nascite avvenivano attraverso un taglio cesareo, a volte, anche programmato.
Le mie due, ormai pre e adolescenti, sono nate così: la più grande con un cesareo di urgenza, la più piccola con un cesareo programmato.
Entrambe nate con una ferita al senso del tatto, con una differenza, la più grande ha vissuto il travaglio lungo un'intera notte, mentre la più piccola è nata con una settimana di anticipo.
In questi casi è come se al bambino mancasse " l'abito " che lo collega al mondo esterno, come se la sua pelle fosse così sottile da non riuscire a formare quella barriera fondamentale che crea i confini tra noi e lui e il resto del mondo.
La mia piccola, mi rendevo conto, era indifesa, come se tra lei e il mondo esterno non ci fosse un limite definito.
I bimbi che portano con sè tale particolarità, non hanno paura di nulla, non hanno confini, e, nel momento in cui vogliono fare una cosa, l'hanno già fatta, perchè non si fermano a pensare al pericolo.
Naturalmente non tutti i bambini nati con un cesareo programmato mostrano tali particolarità.
Ho avuto in asilo una bimba con questo tipo di ferita e, al contrario, era molto controllata e non si lasciava andare facilmente.
Si deve tenere presente che un bambino è un piccolo universo che sta iniziando a muovere i primi passi in un mondo che non ricorda o non ha mai vissuto, è nato in un giorno e in un'ora di un mese e di un anno che appartengono solo a lui, di conseguenza è necessario ripartire da capo per capire come aiutarlo.
Ciò che apprendiamo come educatori è utile per avere nozioni da poter poi utilizzare nel momento in cui sono necessarie, ma quando siamo davanti ad un bambino, dobbiamo essere in grado di resettare ogni nostra conoscenza e ripartire da capo.
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